SanMassimoIl Territorio

San Massimo è un comune molisano, posto su un colle alto m. 630 sul l.m. alle falde settentrionali del Matese, nell'alta valle del Biferno.
Ha una popolazione di 754 abitanti, il suo territorio amministrativo si espande per una superficie di 27,55 Kmq. e confina: a nord con il Comune di Macchiagodena, a sud con il Comune di San Gregorio del Matese, provincia di Caserta, ad ovest con Cantalupo del Sannio e ad est con il territorio di Boiano.
San Massimo è circondato da una complessa corona di monti maestosi culminanti nella vetta del Monte Miletto (m. 2050 slm), ai piedi del quale sorge il suggestivo altopiano di Campitello (m. 1450 slm) che appare come un naturale anfiteatro, il cui paesaggio è impreziosito dalle creste della Gallinola (m. 1922 slm). 
Campitello Matese, rinomata ed importante stazione turistica, è luogo ideale per chi ama la neve e lo sci e, come del resto tutto il territorio di San Massimo, per chi ama la natura, le praterie, le emozionanti escursioni in montagna.
L'agro di San Massimo è assai caratteristico: ci sono dimore rurali tipiche con bellissimi loggiati e torri adibite a colombaie.
Il territorio è ricco di castagneti e boschi di conifere che si inotrano fino alpianoro di Campitello.
Su queste montagne vivono specie rare di rapaci e esemplari di lupo appennino.
San Massimo, grazie alla sua posizione geografica offre una vista favolosa su tutta l'area matesina. Il clima e l'incontaminata natura che circonda il paese consentono di godere notevoli benefici alla salute e allo spirito.

Storia

La Comunità di San Massimo ha origini medievali, risalenti, secondo alcune fonti documentarie, al secolo XI-XII. (1000-1100).
Le informazioni storico-corografiche che descrivono il paese, specie quelle del secolo scorso, tramandano la convinzione che questo piccolo centro rurale avesse, un tempo, il sole ed esclusivo nome Castello, perchè dominato e protetto, in tempi feudali, da una rocca fortificata.
Con queste immagini infatti lo riproducono alcune fonti iconografiche.
Analogamente, attendibili fonti scritte confermano il carattere di luogo fortificato di questo centro, in parte cinto da mura, nelle quali sorgevano alcune porte.
Tuttavia, per una elementare ragione di distinzione tra i vari altri paesi della regione, al nostro Castello venne attribuito il nome agiografico di San Massimo, protovescovo di Nola, del III secolo d.C.

La storia culturale di questo santo nolano proviene dal grande San Paolino, veneratoree di San Felice che, a sua volta, fu discepolo e figlio spirituale di San Massimo.
La leggenda agiografica del nostro Patrono, raccontata da San Paolino, vuole che egli, durante la persecuzione di Decio del 251 d.C.,
a causa della sua tarda età e delle precarie condizioni di salute, dovesse fuggire in luoghi desolati.
Stava morendo di stenti, quando il suo discepolo San Felice lo salvò.

Il culto di San Massimo, eletto patrono del paese, proviene dunque dall'area campano-sannitica di Nola, Benevento e Salerno, durante l'epoca dell'invasione longobarda dell'italia meridionale. (Longobardia Minore)
La probabile diffusione del suo antico culto nelle regioni del Sannio Pentro diede luogo alla fondazione, solamente nel nostro territorio, di una chiesa, a lui intitolata.
Si stanziò intorno ad essa, nei tempi remoti dei primi secoli cristiani, forse ad opera dei Benedettini di Montecassino o di San Vincenzo al Volturno, un gruppo di coloni che costituirono il primo nucleo insediativo del nostro paese, poi trasferitosi, per ragioni più a monte, nell'attuale luogo ove oggi sorge, fortificandosi in una struttura castellare e munendosi parzialmente di mura.
La storia civile di San Massimo è in gran parte legata, almeno originariamente, a quella della vicinissima Boiano.
Fin dall'epoca sannitica, poi romana ed infine nelle epoche delle dominazioni normanno-sveve, Boiano ne è stata sempre il fulcro, come colonia, gastaldato e contea.
Le prime notizie che attestano l'esistenza nell'area boianese, di un luogo già chiamato specificatamente San Massimo risalgono al 1113 e si riferiscono ad un nobile normanno che, considerato il suo cognome toponomastico, De Sancto Maximo, ne sarà stato certamente uno dei primi feudatari.