CampochiaroIl Territorio

Il paese, situato ai margini di un precipizio, è circondato da vaste distese boscose di querce, faggi e cerri. In località Tremonti, su un verde altopiano, sorge la suggestiva chiesetta di San Nicola, santo a cui la popolazione è molto devota. Sul fianco del Monte Capraro ("ru monte"), che sovrasta il paese, si trovano le Grotte Rumita quasi inaccessibili. Luogo suggestivo è anche Campitello di Guardiaregia, località posta a circa 1500 metri di altitudine, dalla quale si gode una vista eccezionale sulle verdi valli del Biferno e del Tammaro. Per gustare fragole piccole e profumate e per godersi un paesaggio da sogno, il luogo ideale è Monte Mutria, la vetta più alta (1823 m) del Matese Guardiolo. Antica è nel paese la lavorazione dell'argilla: i tegami e le ciotole dei "pignatari" di Guardiaregia sono rinomati in tutta la regione.

Nel 1997 grazie ad una collaborazione stipulata tra l'allora amministrazione comunale e il WWF Italia, è stata costituita l'Oasi WWF di Guardiaregia, successivamente ampliata inglobando anche il territorio di Campochiaro grazie al quale ha raggiunto 2187 ettari, risultando così la seconda oasi più grande d'Italia per estensione. Tuttavia, nonostante la buona struttura organizzativa e il suggestivo paesaggio naturale non sono ancora molti i turisti che visitano l'oasi.

Storia

La data dell'origine del centro urbano non è nota, essendo andati distrutti completamente i documenti storici nel violento terremoto del 1805, che seminò lutti e rovine in molti centri della Regione. Le ipotesi e la leggenda, tuttavia, fanno risalire le origini del Paese al fiero popolo Sannita. I Sanniti, infatti, abitavano la zona gravitante attorno all'Appennino del Matese. Quando Roma assoggettò queto territorio, Augusto diede il nome di IV Regione al Sannio d'allora. Affermatasi successivamente la dominazione Longobarda in Italia, il Sannio costituì la quattordicesima provincia delle 28 in cui l'Italia stessa venne divisa. La provincia del Sannio venne incorporata al Regno d'Italia nel 1860 e Guardiaregia si inserì nel quadro nazionale, partecipando a tutte le ansie e a tutte le vicende della Patria.

Tra il XII ed il XVII secolo il toponimo era "Guardia di Campochiaro". Dal 1443 al 1525 il paese fu feudo della famiglia Pandone, la quale lo vendette ai di Capua, e questi in seguito ai Franco. Per un certo periodo di tempo fu terra regia, fino a quando ne divennero titolari Giacomo e Pietro Sampogna. Poi ridivenne terra regia e lo rimase sino all'abolizione della feudalità. La irregolare figura geometrica del centro urbano di Guardiaregia si adagia, dolcemente sdraiata, alla base della quasi gigantesca piramide costituita da Monte Capraro e da essa separata dalla voragine "Prece". La frattura della Prece si sarebbe formata nel periodo alluvionale dell'ultima era geologica, tuttora in attività di proseguimento e corrispondente alla comparsa dell'uomo sulla terra.