CampochiaroIl Territorio

L'attuale paese, prese forma lentamente intorno ad un fortilizio edificato in epoca longobarda, quando San Polo era sottoposto alla "giurisdizione" del gastaldato di Bojano. Le maggiori testimonianze medievali sono proprio rappresentate da ciò che resta del castello e dalla chiesa parrocchiale. Andiamo per ordine. Il primo è stato quasi del tutto smantellato. Un'idea di come doveva essere è data dalla superstite torre, restaurata negli ultimi anni. La chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli la cui realizzazione nel corso del Medioevo è opportunamente documentata - esisteva nel 1241 - è stata nel corso degli anni rimaneggiata, cosa che quasi nasconde le caratteristiche peculiari di una costruzione medievale.

All'interno custodisce opere di un certo pregio. Sono da segnalare il battistero (1552) ed un'acquasantiera (1616). Il maestro Paolantonio Di Zinno vi lasciò una delle sue belle opere: la statua lignea della Madonna col Bambino (1755).Spesso quando ci si reca in un piccolo centro abitato non si fa mistero di essere alla ricerca di quel tanto di tranquillità, aria buona, spazi verdi. A San Polo tutto ciò non manca compresa la buona disposizione ai rapporti umani degli abitanti.ù Ma in più è possibile imbattersi nel risultato tangibile di iniziative che danno un tocco particolare al comune. Il presepe permanente realizzato dallo spagnolo Juan Mari' Oliva che usufruì delle figure di Antonio Mazzeo, nel 1961, ne è la più chiara testimonianza. Rientra nel bagaglio delle tradizioni locali il presepe vivente che viene messo in scena con la collaborazione di tutti gli abitanti del luogo il 26 e 27 Dicembre.

Ideale palcoscenico della manifestazione sono i vicoli, le piazzette, le case con mura in pietra del paese. Negli ultimi anni il presepe vivente ha ottenuto l'apprezzamento di turisti e degli stessi Molisani. Altra tradizione molto sentita nel centro è la celebrazione della ricorrenza festiva del patrono San Nicola di Bari che ha luogo il 6 Dicembre. Nel periodo estivo vi si svolgono sagre gastronomiche.Si diceva prima della ricerca di rilassamento quando ci si reca in una località di piccole dimensioni urbanistiche ed immersa nel verde di una natura di una certa bellezza.

Certamente a San Polo il patrimonio naturalistico ha subito nel tempo qualche ridimensionamento dovuto alla necessità di creare sul luogo aziende che rimpiazzassero l'apporto economico che prima proveniva da agricoltura e pastorizia. Ma le caratteristiche di un luogo non possono essere cancellate d'incanto. Per cui nell'area comunale sono ancora numerosi i sentieri che un tempo venivano percorsi dai contadini e pastori che si inerpicano su per la montagna. Oggi possono essere utilizzati per le escursioni.

Storia

La sua storia inizia milioni di anni fa, quando le acque del mare ricoprivano il suo territorio e le sue rocce ospitavano colonie di rudiste in prevalenza, una specie marina che viveva in acque calde e tranquille nel periodo del Cretacico.

In più punti l'area di San Polo è ricca dei fossili delle rudiste. Sono rilevabili soprattutto nelle località Colle Morotti e Colle Salva Signore.Per anni San Polo Matese ha "goduto" di una fama non troppo positiva: era infatti indicato come il "paese delle streghe". Prodotto di dicerie medievali. Ma se è possibile ironizzare su vecchi tabù con altrettanta attenzione bisogna guardare alle realtà attuali del centro.

Tra queste spicca una tradizione, per altro comune a qualche altra località del Molise, ed in regione, molto radicata, che da generazioni alcuni abitanti del luogo continuano con passione a tener viva. E' l'arte della zampogna. Gli zampognari di San Polo sono molto rinomati nello stesso modo in cui lo sono i maggiori realizzatori dello strumento che risiedono in provincia di Isernia a Scapoli.

Nel periodo natalizio la visione di personaggi che indossano un abbigliamento particolare e allietano le ore dei passanti è molto familiare nella maggior parte delle località molisane. Anche San Polo negli ultimi decenni ha dovuto fare i conti con la piaga dello spopolamento e la crisi delle attività economiche che davano sostenimento a molte famiglie: pastorizia, agricoltura ed artigianato. L'intera comunità ha comunque retto bene al colpo: oggi in paese i giovani che vi risiedono conducono una vita attiva - molti di essi lavorano o studiano in centri più grandi - e ne è prova l'ottima attività che viene svolta nella struttura polivalente parrocchiale del centro "La Pace". Qui i giovani trovano modo di praticare lo sport grazie agli impianti che vi sono localizzati (tennis, pallavolo, calcetto); organizzano inoltre manifestazioni e dibattiti.
Passeggiando all'interno del centro tra vicoletti e stradine non possono non essere notate le tipiche caratteristiche di un abitato medievale. Il tempo e soprattutto la mano dell'uomo non sono riusciti a stravolgere quello che è il risultato del cammino storico delle popolazioni locali che iniziò nell'agro in epoca di molto precedente al MEdioevo. A testimoniarlo ci sono i vari rinvenimenti, soprattutto di vasellame, (molti pezzi sono indatabili) tornati alla luce nel corso degli anni, molto spesso casualmente.